KIT FRIZIONE: COMPONENTI


Prendersi cura della propria vettura, se lo si fa per bene, è un compito che richiede attenzione continua in quanto le componenti soggetti ad usura e deterioramento sono numerose e non sempre è facile individuarne i problemi.
Uno dei componenti più importanti per il buon funzionamento di un’ auto è certamente la frizione, ed un eventuale suo malfunzionamento può determinare danni non solo al componente in sé ma anche ad altri organi coinvolti nel processo di trasmissione.
Il kit frizione è formato da 3 componenti: il cuscinetto reggispinta, il disco frizione e il meccanismo spingidisco e la tipologia di frizione più diffusa nelle autovetture è la frizione monodisco.
Per quanto riguarda il primo componente, il cuscinetto reggispinta, si tratta di un cuscinetto a sfere agganciato ad una forcella che viene azionata dal pedale della frizione.
Il disco invece è formato esternamente da materiali funzionali a creare attrito mentre all’ interno il materiale è più elastico e viene denominato parastrappi.
Infine il meccanismo spingidisco è costituito da una superficie esterna adornata di lamelle ed un disco all’ interno.


CORRETTO UTILIZZO DELLA FRIZIONE DELL' AUTO


Come la maggior parte dei componenti per auto, anche il kit frizione prima o poi termina il suo ciclo di vita. La durata di questo ciclo può essere più o meno breve, a seconda del tipo di guida che si adotta e ovviamente dalle tipologie di strade che si percorrono. Ad esempio l’ utilizzo del kit frizione in un contesto urbano, dove le occasioni di frenata sono molto più frequenti, porterà ad un deperimento più rapido rispetto ad un utilizzo meno “stressante”.
Ma ci sono dei piccoli accorgimenti che a prescindere dalle modalità di guida possono aiutare a mantenere efficiente il kit frizione più a lungo, eccone alcuni:
Evitare partenze eccessivamente “brucianti”;
Stare attenti al surriscaldamento della frizione che è dovuto ad un eccessivo sforzo;
Non mantenere il piede posato sulla frizione durante le fasi di manovra;
Durante le soste (ad esempio ad un incrocio) non mantenere la prima marcia con la frizione abbassata;
Infine, ovviamente, accelerare solo nel momento in cui il pedale della frizione è completamente sollevato.


KIT FRIZIONE: PROBLEMI DI MALFUNZIONAMENTO


Vediamo ora alcune delle cause principali che provocano il malfunzionamento della frizione:
Nel caso non si utilizzi la vettura per lunghi periodi di tempo può accadere che il volano ed il disco della frizione si incollino l’uno con l’altro, rendendo impossibile l’inserimento delle marce. Per ovviare a questo imprevisto è utile azionare il motore del veicolo in folle, così da scaldare il cambio e rendere più agile l’inserimento delle marce.
Se la situazione non migliora allora si può provare sollevando la vettura fino a far distaccare le ruote dal terreno; dopodiché bisogna mettere in moto ed ingranare la seconda, così da fare girare le ruote a vuoto. A questo punto si deve accelerare, pigiare la frizione e poi frenare improvvisamente quando il motore sta ancora girando.
Questa operazione dovrebbe riuscire a sbloccare il disco della frizione incollato, ripristinando il normale funzionamento delle marce, se ciò non si verifica forse è il momento di un nuovo kit frizione.
Se invece l’inserimento delle marce risulta difficoltoso e faticoso, la causa potrebbe essere il livello troppo basso dell’olio contenuto nella scatola del cambi. In questo caso basta riempire nuovamente la scatola fino ad arrivare al livello corretto, prestando attenzione ad utilizzare il tipo di olio indicato nel libretto di manutenzione.
Quando però l’ olio è ad un livello ancora efficiente ma il problema di inserimento persiste il motivo è da ricondurre all’ usura di uno dei componenti del kit frizione. È pertanto suggerito un controllo da parte di un meccanico per la riparazione o l’ eventuale cambio. Bisogna poi distinguere se la frizione è a comando meccanico o a comando idraulico. Nel primo caso i problemi di funzionamento possono essere determinati dalla rottura del cavo della frizione, che deve quindi essere riparato o sostituito (soprattutto se di tipo autoregistrante). Quando invece la frizione è a comando idraulico il malfunzionamento può ricondursi ad un’ infiltrazione di aria nel circuito che deve quindi essere controllato, oppure ad una perdita della tubazione di collegamento o del cilindro attuatore; in questo caso è necessario sostituire interamente il componente difettoso.
Se, quando viene inserita, la frizione vibra, allora la molla a diaframma o il piatto spingidisco potrebbero essere danneggiati. Se questo è il vostro caso è opportuno sostituire il kit frizione. Da tenere d’occhio anche eventuali perdite d’olio che possono sporcare il disco.
Infine, se pigiando il pedale di frizione il motore aumenta di giri ma il veicolo non acquista velocità allora bisogna regolare il comando della frizione o controllare se il il disco condotto è sporco o deteriorato.


VOLANO: BIMASSA O MONOMASSA?


Il volano Bimassa un evoluzione del Monomassa utilizzata su gran parte dei motori Diesel di autovetture di recente produzione come ad esempio la Volkswagen Golf. La funzione di questo componente di ricambio è di ridurre o annullare le vibrazioni durante l'inserimento dei rapporti del motore. Il suo nome deriva dal fatto che, questo particolare volano, è composto da due masse (disco primario e disco secondario).
Le molle poste internamente tra i dischi servono ad attutire le vibrazioni. In pratica si può dire che, mentre si schiaccia la frizione, il volano bimassa permette al pedale di mantiene una corsa e durezza più costante e confortevole rispetto al volano monomassa.

Purtroppo però spesso il volano bimassa ha una durata di vita troppo limitata ed un costo molto elevato.
Per quest'ultimo motivo gli esperti hanno classificato il volano bimassa (alla pari del filtro antiparticolato) come ricambi che hanno maggiormente peggiorato le prestazioni delle auto moderne.


VOLANO: E' POSSIBILE SOSTITUIRE UN VOLANO BIMASSA CON UNO MONOMASSA?


La sostituzione del kit frizione a volano bimassa con il kit frizione a volano rigido mantiene inalterate le funzionalità e le caratteristiche qualitative dell’impianto frizione, ma in talune situazioni potrebbero insorgere una diminuzione del comfort di guida dovuta all'aumento di vibrazioni. La causa delle vibrazioni è dovuta ad una maggiore trasmissione di oscillazioni torsionali da parte del volano rigido rispetto al volano bimassa coinvolgendo maggiormente l’albero cambio. In definitiva è consigliata la conversione quando le condizioni dell’auto lo permettono ed il comfort di guida non è fattore determinante per l’automobilista.