FARI XENON: COME FUNZIONANO?


I fari allo xeno sono solitamente definiti come la soluzione più efficiente per quanto riguarda l’ illuminazione durante la guida, principalmente a causa del colore e della quantità di luce che generano.
Il primo esempio di fari allo xeno apparsi in commercio è quello della BMW Serie 7, nel lontano 1991, e da quel momento sono diventati progressivamente la scelta numero uno per molte case automobilistiche, che comunque non li propongono come equipaggiamento standard ma come accessorio.
I fari allo xeno di base funzionano praticamente allo stesso modo dei fari al neon: presentano un tubo chiuso alle estremità riempito di gas, con un elettrodo ad ogni capo e la corrente elettrica che vi passa attraverso. Nei veicoli generalmente questo tipo di fari fa uso di un involucro di quarzo trasparente, elettrodi composti da tungsteno ed un mix di gas che viene stimolato da scariche di corrente ad alto voltaggio che passano tra i due elettrodi.
A dispetto del loro nome, i fari allo xeno funzionano grazie ad un mix di ioduri metallici, richiedendo l’ utilizzo del gas xeno solo al momento dell’ accensione; questo perché uno dei principali problemi di funzionamento delle lampade allo xeno è il periodo di tempo necessario affinchè i gas raggiungano la temperatura necessaria a generare una forte luce.
Il processo di accensione dei fari si può riassumere in tre fasi:
La primo processo riguarda l’ ignizione; in questa fase un impulso elettrico ad alto voltaggio produce una scintilla che ionizza il gas xeno e crea un “canale” di corrente fra i due elettrodi.
Poi la temperatura delle lampadine cresce rapidamente vaporizzando gli ioduri metallici che abbassano la resistenza tra i due elettrodi.
Infine viene generata una bassa fonte di carica che permette alla lampadina di mantenere lo stato di luminosità ed impedisce al raggio di luce di lampeggiare.


FARI XENO, PERCHE' SONO MIGLIORI?


Comparati ad altre tipologie di fanali, come ad esempio quelli alogeni, i fari allo xeno garantiscono una maggiore quantità di illuminazione prodotta; questo però a volte potrebbe esser considerato un problema se l’ angolazione del fascio di luce viene mal regolata (ad esempio se vengono installati su vetture non compatibili) nel caso si incrocino macchine provenienti in senso opposto (il rischio è quello di abbagliare il conducente dell’ altra vettura), è pertanto fondamentale assicurarsi che ciò non avvenga.
Come riportano le statistiche ufficiali, le lampadine allo xeno producono 3000 lumen e 90 mcd/m2, in confronto alle lampade alogene che invece generano 1400 lumen e 30 mcd/m2.
Nel corso degli anni poi sono progressivamente comparse sul mercato varie versioni e misure di fari allo xeno, in modo da poter essere installati sui vari modelli delle case automobilistiche.
Un altro grande vantaggio di questi fari è la loro durata, molto più lunga di quella dei fari alogeni, infatti le stime riferiscono che la vita media in condizioni normali è di addirittura 2.000 ore.
Infine l’ efficienza è un altro punto di forza dei fari allo xeno, in quanto sebbene necessitino di una maggiore energia per l’ accensione, una volta raggiunta la temperatura operativa dovuta il loro consumo energetico si abbassa rispetto a quello delle comuni lampade Il che significa che ci sarà un carico leggermente minore sull’ alternatore e la differenza sul consumo di benzina è minimo (anche se sono eco-compatibili in quanto emettono meno CO2 rispetto alle lampade comuni).


FARI XENO, PRO E CONTRO


Ovviamente non ci possono essere solo vantaggi nell’ utilizzo dei fari allo xeno, pertanto andiamo ad analizzare anche i punti deboli di questo prodotto. Innanzitutto il costo è maggiore rispetto ai fari alogeni, anche per quanto riguarda la manutenzione, che risulta più complessa in quanto necessitano di un particolare dispositivo, una sorta di condensatore, che crea e regola gli alti voltaggi di cui necessita il funzionamento. I fari allo xeno inoltre impiegano un maggior tempo per raggiungere la piena luminosità, il che li rende meno efficienti come abbaglianti, per questo motivo alcuni modelli di auto installano lampade allo xeno separate dagli abbaglianti, per i quali invece sono usate lampade comuni. In ogni caso i fari allo xeno possono fungere anche da abbaglianti grazie ad una particolare visiera installata all’ interno del riflettore che ne regola l’ orientamento e l’altezza. In rarissimi casi si possono riscontrare lievi problemi di salute dovuti a sostanze tossiche come il mercuri, contenute all’ interno di alcuni modelli di fari; per contrastare ciò diversi Paesi hanno imposto una regolamentazione speciale che vieta l’ utilizzo di queste sostanze nella produzione. Infine, come già accennato precedentemente, la luce prodotta dai fari allo xeno può causare problemi di visibilità per i conducenti che viaggiano in senso opposto, un problema dal quale possono derivare anche incidenti stradali. Quindi, per riassumere, ecco i Pro ed i Contro dell’ utilizzo dei fari allo xeno:

PRO

Una maggiore durata di vita rispetto ai fari comuni;
Maggiore efficienza in quanto producono una maggiore quantità di luce consumando meno energia;
Una migliore visibilità per il guidatore grazie ad un’ illuminazione più uniforme dei fari alogeni.

CONTRO

Sistema di funzionamento più complesso di quello dei comuni fanali;
Costi elevati sia per l’ acquisto che per il mantenimento;
Possibilità che contengano componenti dannosi per la salute;
Possono creare problemi di visibilità alle altre autovetture;
Impiegano qualche secondo per raggiungere la piena luminosità.


COME MONTARE IL KIT XENON?


Ecco una breve guida sul montaggio dei fari allo xeno se si decide di installarli autonomamente (ma è sempre consigliabile rivolgersi ad un addetto ai lavori):
Acquistare il kit dei fari allo xeno.
Smontare i fari vecchi dall’ auto rimuovendo le viti e staccando le coperture che proteggono il faro.
Una volta smontato il faro appoggiarlo sul motore, così da evitare di staccare i fili.
Rimuovere coperchio che si trova nel retro del faro per raggiungere la lampadina, una volta raggiunta rimuovere le due molle d’ acciaio che la trattengono e quindi rimuovere la lampadina.
Aiutandosi con un avvitatore, allargare il foro presente così da permettere il passaggio dei cavi del faro allo xeno.
Applicare l’ apposita guarnizione che si trova all’ interno del kit.
Inserire la lampada allo xeno e stringere per bene il tappo avvitandolo in senso orario.
Innestare al cablaggio originale il connettore che trasporta la tensione pilota.
Collegare i due cavi rimanenti alla lampada (prestare attenzione nel maneggiare la lampada in quanto la tensione è alta).
Compiere lo stesso procedimento anche per l’ altro faro.
Ripristinare la posizione originale dei gruppi ottici.
Ricordati di settare la temperatura sotto i 6000 gradi Kelvin (massimo consentito dal codice della strada)